Una maxi operazione antipirateria ha colpito oltre 2.000 cittadini italiani, identificati e multati per l’utilizzo di servizi di streaming pirata, comunemente noti come pezzotto. L’intervento è il primo grande risultato di un’azione congiunta tra Guardia di Finanza, Agcom, Procure, Lega Serie A e broadcaster come DAZN e Sky, annunciata ufficialmente il 14 maggio nella sede del CONI a Roma.
Identificati grazie ai pagamenti digitali
Gli utenti sanzionati – esattamente 2.189 – sono stati rintracciati attraverso una lunga indagine condotta partendo dai fornitori dei servizi illegali e risalendo alle transazioni tracciabili usate dagli spettatori finali per acquistare abbonamenti non autorizzati.
“Ogni utilizzo del pezzotto lascia una traccia – ha dichiarato Luigi De Siervo, AD della Lega Serie A – e oggi abbiamo gli strumenti per risalire fino all’utente”.
Sanzioni salate: fino a 5.000 euro
Le multe vanno da 154 a 5.000 euro, a seconda della gravità e dell’eventuale recidiva. Gli utenti coinvolti sono stati convocati in caserma dalla Guardia di Finanza e inseriti in una blacklist ufficiale. Le sanzioni rientrano nelle nuove misure previste dalla legge antipirateria, approvata recentemente dal Parlamento.
DAZN e Sky pronti a denunciare
Le reazioni dei titolari dei diritti sono dure. DAZN ha annunciato di voler ottenere l’elenco completo dei nomi per valutare azioni legali individuali, definendo la pirateria “un attacco alla sostenibilità del sistema sportivo e culturale italiano”.
Anche Sky Italia ha espresso pieno sostegno alla linea dura, parlando per voce dell’AD Andrea Duilio di una necessaria “rivoluzione culturale” per combattere il fenomeno.
Una delle leggi più dure d’Europa (ma con qualche ombra)
La nuova normativa italiana contro la pirateria è tra le più severe in Europa, con sanzioni amministrative e penali per chi gestisce o alimenta le reti illegali. Tuttavia, Google Italia ha espresso preoccupazione sull’efficacia pratica, evidenziando che oltre 10 miliardi di link pirata restano ancora accessibili online.
“Chi guarda contenuti pirata verrà scoperto”
Il messaggio delle autorità è chiaro: non esiste più l’anonimato digitale. Per il senatore Claudio Lotito, promotore della legge, “le conseguenze sono gravi e reali. Finalmente si tutela l’intero comparto culturale e sportivo nazionale”.
L’operazione, ribattezzata “linea dura contro il pezzotto”, è destinata a proseguire con ulteriori accertamenti e procedimenti. Per molti utenti italiani, però, è già troppo tardi.








































