Sono 28 secondi di volo quelli che potrebbero spiegare la tragedia del volo Air India partito il 12 giugno dall’aeroporto di Ahmedabad, diretto a Londra. Il Boeing 787 Dreamliner, mai coinvolto prima in un disastro mortale, ha perso quota e si è schiantato contro un edificio, provocando oltre 290 vittime. Le indagini, coordinate dagli esperti indiani con il supporto delle autorità americane ed europee, puntano a chiarire cosa sia accaduto in quel breve ma cruciale intervallo temporale.
Le prime ipotesi: configurazione errata per il decollo?
Nei video analizzati, l’aereo rulla per l’intera lunghezza della pista, si solleva da terra senza apparenti problemi, ma non guadagna sufficiente quota. Dopo pochi secondi, la salita si arresta. Il velivolo mantiene una traiettoria orizzontale per circa cinque secondi, poi inizia a perdere quota drasticamente fino all’impatto. Alcuni comandanti esperti, visionati i filmati, parlano di perdita di potenza e carrello non retratto. Inoltre, i flap potrebbero non essere stati correttamente estesi, compromettendo la portanza nelle fasi iniziali del volo.
L’ipotesi del mayday e le condizioni atmosferiche
Secondo le autorità, uno dei piloti avrebbe lanciato un “mayday”, ma al momento non si sa se abbia specificato la natura dell’emergenza. Il contesto meteorologico potrebbe aver influito: 37 gradi Celsius al suolo potrebbero aver ridotto la spinta dei motori e l’efficienza aerodinamica, soprattutto se l’aereo non era configurato correttamente per operare in condizioni di caldo estremo.
Le scatole nere e le fasi del volo sotto esame
Solo le scatole nere potranno dare risposte definitive. Una è già stata recuperata – resta da chiarire se si tratti del Cockpit Voice Recorder o del Flight Data Recorder. Gli investigatori hanno diviso il volo in cinque fasi operative, ciascuna oggetto di analisi dettagliate. Dalla rincorsa iniziale al decollo, fino alla perdita di quota, tutto sarà esaminato per identificare eventuali errori umani, problemi meccanici o di configurazione.
Ispezioni straordinarie sui Boeing 787 in India
La Direzione generale dell’aviazione civile indiana (DGCA) ha ordinato ispezioni straordinarie su tutti i Boeing 787-8 e 787-9 operativi nel Paese, con effetto dal 15 giugno e fino a nuovo ordine. Ad Air India è stato chiesto di effettuare controlli una tantum prima di ogni volo e di rafforzare la manutenzione sui velivoli dotati di motori simili a quello coinvolto nello schianto.
I controlli imposti alla compagnia
Tra i test richiesti rientrano:
- Controllo dei parametri del carburante e dei sistemi connessi
- Ispezione del compressore d’aria della cabina
- Test sul sistema di controllo elettronico del motore
- Verifica del sistema di lubrificazione e del circuito idraulico
- Revisione dei parametri di decollo
- Introduzione della “Flight Control Inspection” durante ogni transito
Un jet sicuro fino al 12 giugno
Il Boeing 787, in servizio da quasi 14 anni, aveva trasportato oltre un miliardo di passeggeri con più di 5 milioni di decolli. Il velivolo precipitato aveva accumulato 41 mila ore di volo e quasi 8 mila cicli tra decolli e atterraggi, di cui 700 nell’ultimo anno. Con questo incidente, il primo mortale per il Dreamliner, si apre una nuova e delicata pagina nella storia dell’aviazione civile.








































