Il mar Egeo torna a tremare. Nella notte tra il 25 e il 26 maggio 2025, un terremoto di magnitudo 6.1 è stato registrato nella zona compresa tra Creta e Santorini, a circa 82 km a nord-est di Heraklion. L’epicentro è stato localizzato a 68 km di profondità, in una delle aree più sismicamente attive del Mediterraneo orientale.
La scossa avvertita in tutte le Cicladi
Il sisma è stato distintamente percepito anche sulle isole vicine, tra cui Amorgos, Anafi, Ios e la stessa Santorini, dove si è registrato il maggior spavento tra residenti e turisti. Fortunatamente, non si segnalano danni gravi né feriti, ma la scossa ha generato forte allarme, soprattutto nelle zone turistiche più frequentate.
Rocce si staccano dalla caldera di Santorini: paura tra i turisti
Le immagini più inquietanti arrivano da Santorini, dove rocce si sono staccate dalle pareti della caldera, precipitando nel mare. Il fenomeno è stato ripreso in un video pubblicato da Reuters e condiviso sui social. L’episodio ha acceso l’attenzione sulla fragilità strutturale della caldera, residuo di una delle eruzioni vulcaniche più devastanti della storia, e tuttora sotto costante monitoraggio geologico.
Chiusura delle scuole e controlli sugli edifici
In via precauzionale, le autorità greche hanno ordinato la chiusura temporanea delle scuole a Santorini e in altre isole delle Cicladi, per consentire ispezioni di sicurezza sugli edifici. Nel frattempo, squadre tecniche dell’Istituto geodinamico greco continuano a monitorare l’evoluzione sismica della zona, già interessata da una lunga sequenza di micro-terremoti iniziata a gennaio.
Un territorio instabile sotto osservazione continua
L’area compresa tra Creta e le Cicladi è una delle più instabili dal punto di vista geologico in tutta Europa. Secondo gli esperti, scosse di assestamento sono probabili nei prossimi giorni e non si esclude il rischio di eventi di magnitudo simile o superiore. La presenza di numerosi vulcani sommersi e attivi, unita alle continue pressioni tettoniche, rende questa regione altamente sensibile.
Santorini sorvegliata speciale: la caldera al centro delle analisi geologiche
Il crollo delle rocce nella caldera è considerato dagli esperti un segnale geodinamico significativo, benché non necessariamente preludio di un’eruzione. Tuttavia, eventi visibili come questo rafforzano la necessità di monitoraggio costante in una zona a forte vocazione turistica ma estremamente vulnerabile dal punto di vista sismico e vulcanico.








































