Una scossa di terremoto di magnitudo 2.6 ha fatto tremare la zona dei Campi Flegrei nella tarda mattinata di venerdì 23 maggio 2025, generando preoccupazione tra la popolazione di Pozzuoli e dei quartieri occidentali di Napoli. L’evento, registrato alle 12:44 con epicentro nei pressi di Monte Nuovo, è stato preceduto da un forte boato, udito nitidamente anche a Bagnoli, Fuorigrotta e Pianura.
Scossa superficiale nella caldera vulcanica: la terra trema e torna la paura
Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il sisma si è verificato a una profondità di pochi chilometri, all’interno della caldera vulcanica attiva dei Campi Flegrei. Nonostante la magnitudo moderata, la natura fragile e vulcanica del suolo flegreo ha amplificato la percezione della scossa, spaventando molti cittadini e scatenando centinaia di segnalazioni sui social.
“Sembrava un’esplosione”: le testimonianze sui social
Numerosi residenti hanno descritto l’evento come breve ma intenso, evidenziando la presenza di un rumore improvviso e assordante che ha preceduto la vibrazione.
“Ho sentito un boato secco, pensavo fosse un’esplosione. Poi la casa ha tremato tutta”, ha scritto una residente di Fuorigrotta.
“È stato un colpo fortissimo, mi sono alzata di scatto dal letto, pensavo fosse crollato qualcosa”, ha raccontato un utente da Pozzuoli.
Nessun danno, ma massima attenzione sullo sciame sismico
Al momento non si registrano danni a persone o edifici, ma l’evento ha riacceso l’allerta tra i residenti, già provati da una lunga sequenza di scosse ravvicinate nei mesi scorsi. Tra ottobre e dicembre 2024, infatti, la zona aveva già vissuto episodi fino a magnitudo 4.4, con evacuazioni precauzionali e il crollo di un edificio disabitato.
Campi Flegrei sotto sorveglianza: rischio vulcanico e aggiornamenti costanti
L’intera area dei Campi Flegrei è soggetta a monitoraggio continuo da parte dell’INGV e della Protezione Civile, in quanto considerata tra le zone a più alto rischio vulcanico d’Europa. Ogni evento sismico viene attentamente valutato all’interno dello sciame sismico in evoluzione, con particolare attenzione alla profondità, all’energia rilasciata e alla frequenza delle scosse.
Le autorità invitano la popolazione a seguire solo le comunicazioni ufficiali e a non diffondere informazioni non verificate, ricordando l’importanza di conoscere i piani comunali di emergenza in caso di crisi vulcanica o sismica.
Un territorio delicato che chiede consapevolezza e preparazione
L’episodio di oggi, pur non avendo causato danni, rappresenta un segnale da non sottovalutare. L’instabilità geologica dell’area flegrea impone una cultura della prevenzione, basata su informazione accurata, formazione dei cittadini e strategie di gestione del rischio. In una zona densamente abitata come quella vesuviana-flegrea, la consapevolezza collettiva è la prima linea di difesa.








































