Una comunità sotto shock nel cuore del Salento, dove un giovane universitario di 21 anni ha ucciso la madre con un colpo d’accetta. Il dramma si è consumato nel pomeriggio del 17 giugno, al piano terra di un’abitazione di Racale, piccolo centro in provincia di Lecce. La vittima, Teresa Sommario, 52 anni, era madre di tre figli.
Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressione sarebbe avvenuta al culmine di una lite, probabilmente legata a questioni familiari e universitarie. Dopo l’omicidio, il ragazzo – Filippo Manni, studente di Economia a Roma – si è dato alla fuga. I carabinieri lo hanno rintracciato poco dopo, mentre vagava in stato confusionale e a torso nudo nei pressi di Torre Suda, una località sulla costa ionica.
Il movente potrebbe essere una lite legata agli studi
Il giovane è stato fermato con l’accusa di omicidio volontario e condotto in caserma per l’interrogatorio. A quanto riferito dagli inquirenti, avrebbe usato un’accetta da boy scout che possedeva fin dall’infanzia. Le indagini, coordinate dalla Procura di Lecce, mirano a chiarire le dinamiche e il contesto psicologico del gesto.
“Siamo senza parole”, ha commentato il sindaco di Racale, Antonio Salsetti, visibilmente scosso. “Una famiglia perbene, una tragedia inspiegabile. Conosco da anni il padre del ragazzo, una persona stimata”.
Una comunità sconvolta da un gesto inatteso
Nessun segnale aveva lasciato presagire una tale esplosione di violenza. I vicini descrivono Filippo come un “ragazzo educato e tranquillo”, mentre la madre, che lavorava per un’azienda privata di Lecce, era nota per la sua dedizione alla famiglia.
Al momento dell’aggressione, in casa si trovavano anche gli altri due figli, gemelli prossimi alla maggiore età. È stato proprio uno di loro a scoprire il corpo esanime della madre, riverso in una pozza di sangue, e a dare l’allarme al 118 e alle forze dell’ordine.
Il ritorno a casa per la festa patronale
Filippo Manni era tornato a Racale solo pochi giorni prima per partecipare alla tradizionale festa di San Sebastiano, celebrata il sabato precedente. In passato aveva lavorato anche come bagnino. Il padre, ex marito della vittima, è assessore comunale ai lavori pubblici e si è recato sul luogo della tragedia non appena avvisato.
Le prossime ore saranno cruciali per comprendere le motivazioni dietro un gesto tanto drammatico quanto inatteso. Intanto, la cittadina salentina piange una madre e si interroga sul dolore che può nascondersi anche nelle famiglie più insospettabili.








































